Come erano in origine i 12 siti internet più grandi al mondo

i piu grandi famosi siti del mondo al loro lancio macchina del tempo (3)

Anche il più grande tra noi aveva umili origini. Questo è altrettanto vero per i siti web: anche i giganti del web come Amazon, YouTube, Facebook e Twitter sono stati una volta “baby-siti” web con homepage in bianco e nero, loghi mal ponderata e disegni noiosi o Stark turn-of-the-secolo. Mashable, ha raccolto le vecchie homepage utilizzando Wayback Machine , incluso il proprio sito. Dai un’occhiata a queste immagini per vedere come i grandi di internet erano nella loro infanzia.

Fonte: Wayback Machine

 

Google.com (1998)Il 15 settembre viene registrato il dominio Google.com. Il nome è un gioco di parole che deriva dal termine “googol”, un termine matematico che indica il numero caratterizzato da un 1 iniziale seguito da 100 zeri. Il termine rispecchia lo scopo di Larry e Sergey di organizzare una quantità apparentemente infinita di informazioni sul Web.

Fonte : Google

 

 

Youtube.com (2005)

YouTube è stato fondato il 14 febbraio 2005 da Chad Hurley , Jawed Karim e Steve Chen , tre ragazzi che in passato avevano lavorato per PayPal.

Il primo video caricato su YouTube è stato Me at the zoo (Io allo zoo), pubblicato da uno dei fondatori, Jawed Karim, alle 20:27 del 23 aprile 2005. Il filmato ha una durata di 18 secondi ed è stato girato di fronte alla gabbia degli elefanti dello Zoo di San Diego, in California. Karim, il cui username è jawed, è stato anche il primo utente a registrarsi sul sito.

YouTube è il sito web che ha presentato il maggior tasso di crescita nella sua storia decennale. Nel giugno del 2006 l’azienda ha comunicato che quotidianamente venivano visualizzati circa 100 milioni di video, con 65mila nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore.

Vedi: il primo video caricato su Youtube

Fonte: Wikipedia/Youtube
Facebook.com (2004)

Il 28 ottobre 2003, l’allora diciannovenne Mark Zuckerberg mandò in rete il sito web chiamato Facemash, predecessore di Facebook mentre frequentava il secondo anno all’università di Harvard. Per terminare il progetto, Zuckerberg si introdusse in aree protette della rete universitaria per copiare le foto dei documenti di riconoscimento degli studenti. Facemash registrò più di 450 visitatori e 22.000 foto visualizzate durante le prime quattro ore di visibilità del sito, ma fu chiuso pochi giorni dopo dai responsabili dell’università. Zuckerberg fu accusato di aver violato la sicurezza, i copyright e la privacy individuale, rischiando potenzialmente l’espulsione, ma alla fine non subì alcun provvedimento.

Nel gennaio 2004 Zuckerberg cominciò a programmare un nuovo sito web, che vide la luce il 4 febbraio 2004, anche grazie all’aiuto di Andrew McCollum e a Eduardo Saverin che ne curò gli aspetti aziendali.

Il sito era raggiungibile all’indirizzo thefacebook.com.

Fonte: Wikipedia/Facebook

 

Yahoo.com (1995)

Iniziato come un hobby studentesco, David Filo e Jerry Yang crearono nel febbraio del 1994 un deposito di link in grado di tener traccia dei loro interessi personali su internet. Divenuta presto una lista troppo affollata e caotica, decisero di suddividerla in categorie, le quali a loro volta ed in breve tempo soffrirono dello stesso problema, portando alla successiva creazione di sotto-categorie e al concetto portante del neonato progetto Yahoo!.

Il nome scelto originariamente per il sito fu “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web” (La guida di Jerry e David per il World Wide Web). Presto fu però sostituito in Yahoo!, acronimo di “Yet Another Hierarchical Officious Oracle”, scelto, in base ai resoconti dei due fondatori, per il significato che la parola ha nella lingua inglese: rude, non sofisticato e selvaggio/sgraziato. Inizialmente venne ospitato sui due PC dei fondatori, chiamati Akebono e Konishiki come due leggendari lottatori di sumo.

Fonte:Wikipedia/Yahoo!

 

 

Amazon.com (1995)

Serviva un nome d’impatto, un nome che fosse esotico e misterioso, ma anche comune e familiare all’orecchio delle persone. Un nome che trasmettesse senso di potenza e che iniziasse per A, così che fosse tra le prime parole in ordine alfabetico. Jeff Bezos si mise vocabolario alla mano e lo scorse fino a che non arrivò quasi a metà delle parole che iniziano per A. E lì fù l’inizio di Amazon.

 

Twitter.com (2006)

La nascita di Twitter risale al 2006, dopo un lungo brainstorming fra i membri di Odeo, una società californiana che stava per lanciare una particolare piattaforma di creazione e gestione dei podcast dal funzionamento molto simile a quello di una casella vocale. L’idea non venne mai alla luce perché di lì a poco, col lancio del primo iPhone, Apple avrebbe lanciato una nuova versione totalmente rivoluzionata di iTunes, che avrebbe capillarmente diffuso in tutti i telefoni e gli iPod di nuova generazione una piattaforma integrata per la sottoscrizione e la gestione dei podcast. Trovatisi a un binario morto, i membri di Odeo iniziarono a cercare un’altra idea originale che li salvasse da un fallimento sicuro. Un giorno, seduto su un’altalena al parco mentre mangiava cibo messicano, Jack Dorsey ebbe l’idea di un servizio che permettesse a un individuo di comunicare con un ristretto numero di persone attraverso degli SMS.

Il primo nome del progetto fu twttr, nome ispirato all’allora già fortunato Flickr ed ai 5 caratteri di lunghezza dei numeri brevi per l’invio degli SMS negli USA. Gli sviluppatori scelsero inizialmente il numero “10958” come codice breve per l’invio dei messaggi, numero che fu presto rimpiazzato dal più semplice “40404”. Lo sviluppo del progetto iniziò ufficialmente il 21 marzo 2006 quando Dorsey alle 21.50 PM (PST) pubblicò il primo Tweet: «just setting up my twttr». Il primo prototipo della piattaforma è stato testato internamente fra gli impiegati di Odeo, mentre la versione finale è stata lanciata e aperta al pubblico il 15 luglio 2006. A ottobre del 2006 Biz Stone, Evan Williams, Noah Glass, Jack Dorsey e alcuni altri membri di Odeo hanno creato la Obvious Corporation, hanno assorbito Odeo e riscattato tutti i suoi progetti, inclusi Odeo.com e Twitter.com, dagli investitori e dagli azionisti della precedente società. Nell’aprile del 2007 Twitter si è costituita come società indipendente.

Fonte: Wikipedia/Twitter

 

 

NyTimes.com (1996)

 

MySpace.com (2003)

La versione attuale di Myspace è stata fondata nel novembre 2003 da Tom Anderson e Chris DeWolfe. Anderson ne è stato presidente ed amministratore delegato sino al 2009, anno in cui ha lasciato l’azienda poiché in disaccordo con la direzione presa dal sito.

Era parzialmente proprietà della Intermix Media, che è stata acquisita nel luglio 2005 per 580 milioni di dollari statunitensi dalla News Corporation di Rupert Murdoch, proprietario fino al 2011.

Fonte:Wikipedia/Myspace

 

Mashable.com (2005)

 

Wikipedia.org (2001)

Wikipedia prese il via come progetto complementare di Nupedia, un progetto per la creazione di un’enciclopedia libera online le cui voci erano scritte da esperti volontari attraverso un processo formale di revisione. Nupedia venne fondata il 9 marzo 2000 dalla società Bomis, proprietaria dell’omonimo portale di ricerca. Le figure principali erano Jimmy Wales, allora CEO della Bomis, e Larry Sanger, redattore capo di Nupedia e successivamente di Wikipedia.

Per il concetto di wiki, Wales e Sanger dichiararono di essersi ispirati ai siti WikiWikiWeb o Portland Pattern Repository di Ward Cunningham.

Wikipedia, che esisteva già come servizio di Nupedia.com dal 10 gennaio 2001, fu formalmente lanciata il 15 gennaio successivo sul sito Wikipedia.com, in lingua inglese. Verso maggio giunsero i primi utenti registrati e, nel corso dell’anno, si svilupparono le edizioni in francese, tedesco, inglese, catalano, spagnolo, svedese, portoghese e, a fine anno, italiano.

Fonte:Wikipedia

 

Apple.com (1996)

 

Microsoft.com (1996)

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